Di Gennaro: "Mi intriga Mourinho, il lavoro più duro e stimolante ce l'ha Sarri"

21 lug 2021 21:00Calcio

L'ex centrocampista Antonio Di Gennaro, opinionista di TMW Radio, ha così parlato nella trasmissione Stadio Aperto con Francesco Benvenuti e Dimitri Conti: "Mi intriga molto il ritorno di Mourinho, mancava un personaggio così: è in una città e società importante, che ha cambiato proprietà e ora spiazzato tutti quelli che pensavano il nuovo tecnico sarebbe stato Sarri. Hanno deviato e poi fatto arrivare Mou. La squadra deve essere potenziata, visto che l'infortunio di Spinazzola sarà lungo. Però già sono forti, c'è bisogno di completare l'organico. Per com'era la situazione prima, invece, il maggior lavoro, compito arduo e stimolante, ha forse da farlo Sarri con la Lazio".

Come lo vede oggi il Milan? "L'obiettivo del club è di rimanere nelle prime quattro. Per me stanno facendo bene: ok le critiche su Donnarumma e Calhanoglu, ma io sono dalla parte di Maldini che ha dato criteri e linee guida a livello economico. Da capire come è stata sviluppata in precedenza la situazione di Donnarumma, nelle scorse annate. Di base stride aver perso a zero un giocatore così, a 22 anni. L'offerta del Milan era congrua, ma dato che è rappresentato da un procuratore importante è andato al PSG. Come blasone per me è inferiore, ma va in una squadra che deve vincere nei prossimi anni. Per me potrebbero anche dare l'idea di lottare per lo Scudetto".

Quanto incide l'arrivo di Giroud? "Tanto. Per gli obiettivi ci voleva un attaccante di spessore, quello che purtroppo non è potuto essere Mandzukic. L'anno perso in un campionato che non è tale si è fatto sentire, ma rimarcherei comunque che abbia rinunciato ad alcuni stipendi. Giroud è un acquisto indovinato, tecnicamente ed economicamente".

Quanto sarà decisiva questa stagione per Zaniolo? "Il giocatore è forte e può giocare in diversi ruoli, Mancini l'aveva convocato quando ancora non aveva esordito in Serie A e questo la dice lunga sul valore del calciatore. Dovrà incidere, Mourinho avrà bisogno di certi uomini per competere con le altre. Gli dovrà essere trovato il ruolo: in un 4-2-3-1 lo vedo esterno, sia a destra che a sinistra. In un 4-3-3 potrebbe pure fare la mezzala anche se mi sembra gli manchino un po' i tempi".

Il discorso sulle scuole calcio è finito in secondo piano? "Mi auguro di no. Spero che il Covid faccia decollare diversamente questo progetto: la cosa fondamentale per un settore giovanile è che il club ci creda. Spero in una svolta, ho sentito Gravina parlare di riforme. Però ci vuole attenzione, e faccio un esempio: Locatelli è cresciuto nel Milan e non si capisce se non ci abbiano creduto o l'abbiano messo da parte. All'estero su queste cose sono maestri, mi auguro nella svolta".

Allegri può risollevare Dybala? Con CR7 come fare? "Tra le sue sicurezze Allegri ha la conoscenza della società e dei giocatori: sono convinto che non sarà il Dybala della scorsa stagione. Nella gestione Allegri è perfetto. Il problema della Juve è stato però il centrocampo, lì c'è da risolvere".

In quale ruolo lo vede Dybala? "Trequartista di un 4-2-3-1, ma sempre in movimento. Se lo lasci fermo lo perdi, deve stare libero e se sta bene è fantastico".

Basterebbe Locatelli per il centrocampo della Juventus? "Per me serve un altro innesto di livello forte. Serve uno come Pogba, che è diventato davvero un giocatore egregio, fortissimo".

Che ne pensa di Tonali che si è ridotto l'ingaggio? "A 21 anni si deve giocare senza pensare ai soldi, altrimenti rischi di non arrivare a certi obiettivi di crescita. Il fatto che Tonali si sia ridotto lo stipendio conferma il fatto che Maldini mi stia piacendo. Quando ti relazioni con lui, non è uno qualsiasi: pure il giocatore sa con chi ha a che fare".

L'Inter oggi parte ancora da favorita? "Di Hakimi non se ne trovano facilmente: dovessero perdere un altro pezzo da novanta allora sì che sarebbero difficoltà, ma sennò rimangono i favoriti assieme alla Juventus. A ruota tutte le altre, compresa l'Atalanta di cui si parla sempre poco".

Di Vlahovic che ne sarà? "Se a vent'anni pensi ai soldi è finita. Non so se rimarrà, la Fiorentina l'ha valorizzato e diamo merito a Prandelli: a Firenze siamo ad un'annata importantissima, fondamentale dopo due anni, quasi tre, difficoltosi. Proveranno a dare un taglio al passato. Se stai dietro agli aumenti d'ingaggio, parliamo di un altro calcio".


Antonio Di Gennaro intervistato da Francesco Benvenuti e Dimitri Conti © registrazione di TMW Radio

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